PAROISSE SAINT CHARLES —- MONTE CARLO
Oblats de Saint François de Sales
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SAN FRANCESCO DI SALES

Francesco di Sales è nato il 21 agosto 1567 nel castello di Sales, presso Thorens-Glières, una ventina di km a nord di Annecy.
All’età di 6 anni, il padre lo manda al collegio ducale di Plain-Château. A undici anni chiede di diventare prete, cosa che gli è negata.
Poichè il padre lo ha destinato a divenir magistrato, continua gli studi a Parigi, nel collegio di Clermont, tenuto dai Gesuiti. Fino al 1588, studia retorica, latino, greco, ebraico, filosofia e teologia.
Nel 1588, il padre lo manda a Padova per perfezionarsi. Ottenuta la laurea nel 1592, visita Loreto, Roma, Venezia, quindi ritorna in Savoia.
Nel 1593, il padre gli dà delle terre ed un titolo, affinchè divenga avvocato al Senato della Savoia. Francesco lo porta a conoscenza della sua intenzione di abracciare la vita religiosa. Una disputa aspra si scatena tra padre e figlio.
E’ allora che Claude de Granier, vescovo di Ginevra mandato in esilio ad Annecy dai calvinisti, ottiene per Francesco la posizione di prevosto del capitolo, l’ufficio più elevato nella diocesi di Ginevra. Il padre cede, Francesco riceve gli ordini il 12 giugno 1593 e si dedica alla predicazione, alla confessione ed ad altri compiti del suo ministero.
Nel 1594, il duca Carlo-Emanuele I, volendo ristabilire il cattolicesimo “con la dolcezza se possibile, con la violenza se costretto”, chiede a Claude de Granier di inviare dei missionari nello Chablais. Francesco si offre volontario per questa missione.
Si installa nella fortezza di Allinges, percorre tutto il paese e predica a rischio della propria vita. Poichè i protestanti rifiutano di ascoltare i suoi sermoni, fa stampare gli stessi su fogli volanti e li distribuisce alla popolazione, cosa che all’epoca era innovativa. Nonostante cio’ ottiene poche conversioni.
Durante l’estate del 1598, il duca Carlo-Emanuele I decide di far uso della forza e della coercizione: distruzione dei testi protestanti, espulsione dei ministri calvinisti, invio di Gesuiti e di monaci, accompagnati da truppe composte da veterani delle guerre indiane in Messico. Li fà alloggiare nelle case degli abitanti refrattarii. I protestanti devono o convertirsi od andare in esilio.
Fine 1598. Claude de Granier sceglie Francesco come coadiutore e lo invia dal papa. Assistito da tre teologi, il papa Clemente VIII lo esamina e lo conferma nel suo nuovo incarico. Ritornato ad Annecy, Francesco si dedica per due anni all’amministrazione materiale della diocesi.
Nel 1602, Claude de Granier lo manda in missione presso il re Enrico IV. Questi gli propone di diventare arcivescovo di Parigi, cosa che Francesco rifiuta. Durante il suo soggiorno a Parigi, incontra la futura Maria dell’incarnazione e la aiuta a stabilire in Francia l’Ordine del Carmelo.
Al rientro in Savoia, apprende del decesso di Claude de Granier. L’8 dicembre 1602 è ordinato vescovo di Ginevra.
Nel marzo 1604, Francesco è invitato a Digione per predicarvi i sermoni della quaresima. Vi incontra due dei suoi più grandi discepoli: Jacqueline Coste e la baronessa di Chantal, di cui diverrà il direttore spirituale. Il loro scambio di lettere sarà l’origine della sua INTRODUCTION A LA VIE DEVOTE. Francesco di Sales è il primo a scrivere in francese moderno, al fine di essere più vicino ai suoi lettori. Nel 1607, assieme al giurista Antoine Favre, presidente del Senato di Savoia, fonda l’Accademia florimontana che raggruppa l’élite intellettuale ed artistica della Savoia.
Più tardi, il papa Paolo V lo invia in missione diplomatica nella Francia Contea, possedimento spagnolo, per dirimere la disputa sulla proprietà delle sorgenti di Salines che opponeva il clero alla Casa degli Asburgo.
Durante il 1609, Francesco di Sales intraprende una corrispondenza con la cugina, madame de Charmoisy, prodigandole consigli spirituali. Costei fa leggere le lettere di Francesco al suo entourage. Un gesuita gli chiede di pubblicarle. Francesco di Sales accetta, e dopo aver apportato alcune correzioni, dà loro il titolo di Introduction à la vie dévote. Il linguaggio e lo stile di quest’opera sono molto semplici, senza citazioni latine o greche. Vi offre consigli di preghiere ad uomini e donne, tocca un auditorio molto più vasto di quello dei trattati spirituali dell’epoca.
Si divide in cinque parti: la prima insegna come passare dal desiderio di Dio alla sua realizzazione; la seconda cerca di apprendere la perfezione; la terza è consacrata alla pratica delle virtù; la quarta indica gli ostacoli alla preghiera, infine l’ultima considera il modo per rinnovare il fervore del devoto.
Questo libro ebbe prestissimo un enorme successo, ed infatti fu ristampato più di quaranta volte durante la sua vita. Il re Enrico IV in persona, lo lesse e la moglie ne offri’ una copia, incrostata di diamanti, al re d’Inghilterra.
I primi progetti dell’Ordine della Visitazione comparvero verso gli anni 1608-1610. Francesco intratteneva una corrispondenza epistolare con Jeanne de Chantal. Costei era vedova e voleva farsi religiosa, ma Francesco le raccomando’ di pazientare sino a quando i figli non si fossero emancipati. Nel 1609 Jeanne de Chantal venne ad Annecy per un mese e quindi riparti’ in Borgogna a fondarvi l’ordine religioso.
Per questo nuovo ordine Francesco di Sales scelse il nome di “figlie della Visitazione”, “poichè, visitando i poveri, esse imitino Maria quando questa ando’ da Elisabetta recando in sè la grande gioia del proprio figlio”. Per quest’ordine che doveva consacrarsi alla contemplazione, ma pure all’aiuto ai poveri ed al lavoro domestico, Francesco di Sales raccomanda una delle sue massime più conosciute: “trattare le cose terrene con gli occhi fissi al cielo..Tutto cio’ che si fa per amore, è amore...”. L’ordine della Visitazione, al suo apogeo, conterà 87 monasteri in tutta Europa.
Dal 1610 al 1615, Francesco di Sales conosce tempi difficili. Dapprima, dal 1610 al 1613, il duca di Savoia non volle che sortisse dalla Savoia per rispondere agli inviti dei vescovi francesi per il timore che potesse complottare a favore del re di Francia; dovette quindi, e più volte, provare la sua innocenza.
Poi si cerco’ di infangare la sua reputazione: un falsario imito’ la sua grafia e scrisse un biglietto compromettente, facendo nascere dubbi sulla vita Francesco di Sales, particolarmente nei riguardi del duca di Nemours. Egli fu, nonostante cio’, dichiarato innocente.
Nel 1615, Francesco di Sales si mise a scrivere un secondo trattato sulla preghiera, il “Traité sur l’amour de Dieu”. Questo libro è scritto in parte dalle suore della Visitazione e parla della vita spirituale. Francesco di Sales vi affermava che “si parla in un modo ai giovani allievi ed in un altro ai vecchi compagni”.
Nel 1619, accompagna a Parigi il duca di Savoia Carlo-Emanuele I che sposava il figlio, Vittorio-Amedeo a Cristina di Francia, figlia del re Enrico IV. La sua reputazione a Parigi aumentava. Divenne per un certo tempo il padre spirituale di Angélique Arnauld, badessa di Port-Royal-des-Champs. Durante lo stesso periodo, conobbe il futuro santo, Vincenzo de Paoli. Incontro’ il cardinale di Retz che gli propose di diventare suo coadiutore.
Poco tempo dopo, riceve l’ordine dal papa di andare a Pignerol per presiedere il capitolo dell’ordine dei Fogliensi. Poi parte per Torino. Durante questo periodo, la sua salute peggiora e diventa sempre più fragile.
Il duca di Savoia chiede un’altra volta a Francesco di accompagnarlo a Parigi.
Sapendo senz’altro che la morte si avvicinava, Francesco di Sales fa testamento e fa gli addii ai religiosi di Annecy. Lungo il viaggio, visita svariati ordini della Visitazione e fa una sosta a Lione, dove vede per l’ultima volta Jeanne de Chantal. Pochi giorni dopo, si ammala e muore il 28 dicembre 1622.
Il processo di beatificazione di Francesco di Sales fu aperto dalla Santa Sede nel 1626. Fu dichiarato beato nel 1661, e proclamato santo nel 1665. Nel 1877, Francesco di Sales fu proclamato Dottore della Chiesa dal papa Pio IX.
Giovanni Bosco fondo’ un ordine religioso che ebbe per santo patrono Francesco di Sales, di cui i membri portano il suo nome: i Salesiani.
Nel 1923, il papa Pio XI indirizzo’ un’enciclica a tutti i vescovi per commemorare i trecento anni della sua morte, nominandolo santo patrono dei giornalisti.
Le sue spoglie mortali sono oggi conservate nella basilica della Visitazione ad Annecy, presso quelle di Jeanne de Chantal, con la quale egli ebbe una vera e propria uione spirituale, come i suoi predecessori Francesco e Chiara d’Assisi in Italia, Teresa d’Avila e Jean de La Croix in Ispagna o i suoi contemporanei Pierre Fourier ed Alice Le Clerc in Lorena, Vincenzo de Paoli e Louise de Marillac in Francia.
Per il rinnovamento spirituale che egli provoco’ al tempo delle guerre di religione e per la ricchezza della sua personalità, Francesco di Sales fu una delle figure più importanti del rinascimento cattolico dell’inizio del XVII secolo.
Francesco di Sales si mostro’ pure attento sia al perfezionamento del clero che all’insegnamento dei laici. Questa attenzione all’educazione lo fece chiamare al collegio Chapuisien di Annecy il padre Baranzano che vi insegno’ le nuove teorie di Copernico e Galileo, mentre a Roma gli stessi venivano condannati.
Figura di spicco della Riforma cattolica, nella linea di Carlo Borromeo che egli prese per modello, Francesco di Sales seppe unire in maniera originale l’azione alla contemplazione. Per mezzo dei suoi famosi trattati spirituali, egli volle indurre il più grande numero dei suoi lettori a mettere in opera lo spirito di vita e di libertà che, secondo lui, formano la vita devota. Francesco di Sales impersona in modo esemplare le più alte virtù evangeliche al punto di venire chiamato il Dottore dell’amore.
Con la sua opera, caratteristica della prosa francese pre-classica, Francesco di Sales è uno dei grandi autori spirituali della lingua francese. Egli è l’autore cattolico più pubblicato al mondo, dopo la Bibbia.
Tutti gli altri religiosi a lui posteriori hanno subito, e in generale profondamente, la sua azione, e tutti sono stati unanimi a raccomandarlo come maestro: egli ha realmente modellato la pietà cattolica a partire dal primo terzo del XVII secolo. La sua influenza si è addirittura estesa al mondo protestante; si trovano in effetti dei testi di Francesco di Sales nelle antologie di certi pastori molto conosciuti.
A pieno titolo, Francesco di Sales rimane una delle alte figure del cattolicesimo europeo del periodo moderno. Lo spirito salesiano continua ad animare oggi numerose istituzioni religiose, in particolare gli Oblati di San Francesco di Sales, ordine findato dal Padre Brisson di Troyes.